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Mario goes to Washington

09 febbraio 2012

Anzi, Mario Monti è già arrivato. Vedrà il presidente Obama, lo speaker della Camera Boehner, parlerà in un prestigioso istituto per poi trasferirsi a New York, dove incontrerà ambienti della finanza, le alte cariche Onu. Con lui il ministro degli Esteri, che incontrerà Hillary Clinton. In due parole Monti viene accolto con calore, si spera che riesca a convincere la Germania a non essere ossessionata solo dai tagli. Gli Usa vedono la mancata crescita europea come il fumo negli occhi e trovano la linea di rigore tedesca eccessiva. Per questo accolgono Monti con calore, sanno che in questa fase è un alleato vero, che gli interessi sono convergenti. Infine, agli Usa piace – senza entrare troppo nei dettagli – il nuovo corso italiano: la salvezza del sistema in questa fase passa soprattutto per la tenuta dell’Italia e Obama, che va al voto tra 9 mesi, non vuole una crisi finanziaria. Qui sotto l‘intervista concessa da Monti alla Pbs che a questo link è anche fornita di sottotitoli (non impeccabili) in italiano.

   
 
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