La foto qui accanto è uno scherzo dei carcerati di una galera del Vermont a spese della polizia. Sullo stemma adesivo del dipartimento di polizia dello Stato sono stati dipinti dei maiali – che il modo di chiamare i poliziotti all’interno del carcere…guardate bene nella macchia chiara sulle spalle della mucca . La portiera dell’auto verrà rimossa e i carcerati addetti al laboratorio che ha prodotto lo stemma forse inquisiti. Ma lo scherzo è divertente e ci da occasione di parlare del sistema carcerario Usa. Il primo per popolazione rinchiusa per abitante, il primo in assoluto nonostante il numero di reati gravi stia diminuendo in maniera blanda ma costante. Come si vede dalla foto qui sopra, le carceri sono sovraffollate che nemmeno in Brasile. Anche il numero di “inmates” (carcerati) scende leggermente (-0,3%): il 2009 è il primo anno in cui questo succede da 40 anni a questa parte. Dal 1972 al 2010 la popolazione dei carceri statali (ci sono anche i federali dove i numeri sono aumentati anche nel 2009) è aumentata del 708%. I numeri sulle persone su cauzione sono molto più alti, sopra i 7 milioni. Uno dei motivi per questo aumento costante e ridicolo è la crescita del numero di prigionieri per motivi legati all’immigrazione (la droga viene al secondo posto). Un buon motivo per rivedere le leggi in materia, tanto più che entrambi i tipi di reati alimentano la stessa criminalità organizzata, quella degli spietati cartelli messicani. C’è poi il dato razziale, che poi è a dire anche di censo: buon avvocato meno carcere. Nel 2007 erano in carcere 773 maschi bianchi ogni 100mila abitanti contro i 4618 neri e 1747 ispanici. In percentuale il dato è più impressionante. Ultimo dato: l’11,5 dei bambini neri ha un genitore in carcere contro l’1,8 dei bianchi. Di carceri avevamo parlato anche qui.