I dati sull’occupazione sono appena stati pubblicati e sono ottimi. I nuovi posti di lavoro sono 243mila, il tasso di disoccupazione scende all’8,3%, un punto in meno di quest’estate. Un calo per il quinto mese di seguito, una serie così non c’era dal 1994. I dati rivisti del 2011 sono tutti migliori di quanto detto in prima battuta. Hanno ripreso ad assumere le fabbriche e l’occupazione aumenta persino nei settori peggio messi come l’edilizia. Con un po’ di impiego pubblico, fermo o negativo da mesi per i tagli al bilancio, potremmo parlare di boom occupazionale. Altro dato positivo è che l’occupazione è scesa nonostante il numero delle persone che cercano lavoro è aumentato (nei mesi passati non era così). Alla Casa Bianca si brinda e si prega che l’Europa non azzoppi la ripresa americana. Ieri Obama ha lanciato un piano per far crescere il lavoro industriale: l’idea è che con gli aumenti dei salari nei Paesi asiatici c’è la possibilità di riportare fabbriche e produzione in America. Quello del Made in China resta infatti uno dei nodi dell’economia: qualsiasi cosa compri, qui, è fatta in qualche Paese lontano. Un dato in più: edilizia e agricoltura sono i settori dove la disoccupazione è cresciuta di più in questi anni. Non è un caso che gli ispanici si sentano il gruppo più colpito dalla crisi.